porcellane dipinte a mano per bambini

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sabato 21 maggio 2016

Pinocchio



Carissimo Pinocchio è una canzone della mia infanzia, ma era anche la ninna nanna preferita di mia figlia, moltissime volte le ho cantato questa bellissima canzone per farla addormentare. Pinocchio era anche il suo cartone animato preferito e come tutti i bimbi; quando si fissano su qualcosa, credo che abbia visto e rivisto questo film moltissime volte, quindi ho pensato di dipingere per lei come ricordo questo libro in porcellana che unisse le due cose, il suo cartone preferito e la sua ninna nanna.  Ora ovviamente è in un età in cui  di tutto questo non le importa molto, ma spero che in futuro questo libro sia per lei un dolcissimo ricordo. 










Ho trovato su you tube una vecchia registrazione restaurata della canzone cantata da Johnny Dorelli con l'accompagnamento del  Piccolo Coro dell'Antoniano  (credo sia quello almeno),  ve la inserisco in questo post con il testo integrale della canzone del 1961 



Lettera a Pinocchio

Johnny Dorelli
Mario Panzeri
(1959)

"Ho tanto desiderio questa sera
di scrivere una lettera a qualcuno
e tra gli amici della primavera
al mio più caro amico scriverò...."


Carissimo Pinocchio,
amico dei giorni più lieti,
di tutti i miei segreti
che confidavo a te.



Carissimo Pinocchio,
ricordi quand'ero bambino?
Nel bianco mio lettino,
ti sfogliai, ti parlai, ti sognai.



Dove sei? Ti vorrei veder,
del tuo mondo vorrei saper:
forse Babbo Geppetto è con te...
Dov'è il Gatto che t'ingannò,
il buon Grillo che ti parlò,
e la Fata Turchina dov'è?



Carissimo Pinocchio,
amico dei sogni più lieti,
con tutti i miei segreti
resti ancor nel mio cuor come allor.
Resti ancor nel mio cuor come allor.



Dove sei? Ti vorrei veder,
del tuo mondo vorrei saper:
forse Babbo Geppetto è con te...
dov'è il Gatto che t'ingannò,
il buon Grillo che ti parlò,
e la Fata Turchina dov'è??



Carissimo Pinocchio,
amico dei giorni più lieti,
con tutti i miei segreti,
resti ancor nel mio cuor come allor.


Questa canzone partecipò alla prima edizione
del Festival dello Zecchino d'Oro del 1959 cantata da Giusi Guercilena.
L'interpretazione di Johnny Dorelli è del 1961.


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